Mangiare per vivere o vivere per mangiare?

L’INGANNO DELLA SOPRAVVIVENZA

Sin da quando siamo ancora in fasce, ci viene insegnato che mangiare è necessario alla sopravvivenza e che, se non ci si alimenta con regolarità, si muore di inedia.
Non abbiamo (quasi) neanche cominciato a respirare… che il cibo s’impossessa di noi e rapidamente si trasforma in una droga.
Talmente potente da condizionare tutta la nostra esistenza!

ALLATTAMENTO E INTIMITÁ

mamma che allatta

Dopo la nascita, la dimensione protetta che ha caratterizzato la vita intrauterina, va perduta e il neonato si ritrova improvvisamente alle prese con il caldo e con il freddo, con il silenzio e con i rumori, con le sensazioni epidermiche e con quelle interne al corpo… e con una terribile solitudine, perché la mamma non è più così presente come quando insieme formavano una cosa sola.
Per fortuna, a ricreare quell’avvolgente sensazione di unione provvede l’allattamento!
Durante le poppate il piccolo ritrova (almeno in parte) la fusione con il corpo materno e sperimenta nuovamente la totalità che esisteva prima della nascita.
Nella nostra frenetica vita moderna, però, quello è spesso anche l’unico momento d’intimità concesso alla madre e al bambino.
Gli orari di lavoro, la gestione della casa, l’accudimento di altri fratellini e un certo tipo di pedagogia (nera)… distolgono l’attenzione della mamma, impedendole quella dedizione totale di cui ogni nuovo nato ha bisogno per superare positivamente il trauma della nascita.
Queste considerazioni, naturalmente, valgono soltanto per la nostra specie. Umana.
Gli animali dedicano ai loro cuccioli un tempo totalizzante e di appartenenza reciproca che le mamme umane, per assolvere le tante richieste della società, sono costrette a delegare a nonni, baby sitter e asili nido.
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Tossicodipendenza Nutri-Alimentare

“L’uomo è l’animale più ammalato sulla terra; nessun altro animale ha violato così tanto le leggi dell’alimentazione quanto l’uomo; nessun altro animale mangia scorrettamente quanto l’uomo.”

Arnold Ehret

Il cibo che ti rincorre

Ci hanno insegnato che per vivere bene e in salute è necessario nutrirsi in modo equilibrato, sano e regolare ma, se osserviamo il nostro stile di vita, vediamo che l’alimentazione oggi non è più uno strumento al servizio della sopravvivenza.
Mangiare è diventato:
un’opportunità per incontrarsi,
un modo per allentare le tensioni,
l’occasione per fare festa,
un antidepressivo,
il momento in cui raccontare e raccontarsi,
un tempo dedicato a se stessi,
una pausa che permette di riordinare le idee e di riflettere,
un mezzo per scambiare l’affetto…
Insomma, si mangia per tante ragioni diverse e tutte molto distanti dalla necessità di mantenersi sani.

Ben lontano dai bisogni legati alla sussistenza, il cibo è soprattutto un’esigenza culturale, sociale, economica e commerciale, talmente importante da condizionare tutta l’organizzazione delle nostre giornate.
Parliamo di alimenti quasi continuamente… per raccontarci cosa abbiamo mangiato, per scambiarci le ricette, per condividere i gusti, le avversioni o le preferenze, per informarci sui luoghi dove si può assaggiare questo o quello, per programmare incontri e riunioni di ogni tipo…
Portare qualcosa alla bocca è diventata una compulsione, un comportamento stereotipato e insopprimibile agito in maniera istintiva, automatica e ripetitiva nel tentativo di placare l’ansia che lo sottende.
E naturalmente più mangiamo più aumenta la necessità di mangiare.
E più il mercato alimentare ci mette a disposizione golosità e occasioni sempre nuove per riempirci lo stomaco.
Così, se un tempo tre pasti al giorno erano un privilegio riservato a pochi, oggi la quantità di spuntini, merende, snack, stuzzichini e rompi digiuno a disposizione di chiunque, ha fatto lievitare le occasioni per sbocconcellare qualcosa, col risultato di renderci vittime di una fame coattiva e patologica.
Grazie all’offerta esagerata e a alla sollecitazione continua, la nutrizione si è trasformata in una droga, legale e a buon mercato, al servizio di interessi economici sempre più consistenti.

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Cibi emotivi e tossicodipendenza alimentare

Mangiare in modo sano è diventato sempre più difficile, l’elenco dei cibi che fanno male alla salute cresce di giorno in giorno e disintossicarsi dalla pericolosa bulimia che affligge il mondo occidentale, per conquistare uno stile alimentare in grado di sfamare le cellule senza intossicare l’organismo, sembra un percorso impossibile, una via crucis fatta di insalate scondite e abnegazione.

letti carla musio

Naturalmente il mercato non ci suggerisce soluzioni alternative agli innumerevoli alimenti pieni di tossicità che ammiccano sugli scaffali dei centri commerciali.

Gli interessi delle case farmaceutiche e delle multinazionali alimentari mirano a farci credere che modificare la nostra dieta abituale sia un cammino fatto di sofferenza e sacrificio, un percorso pericoloso in cui le malattie mentali oggi tanto in voga: anoressia e bulimia, sono sempre pronte a ghermirci, trascinandoci nel vortice della patologia psichiatrica.

Il far da sé, perciò, è vivamente sconsigliato dai detentori del potere economico!

Che suggeriscono invece di delegare la gestione della salute e insistono sulla necessità di continuare a mangiare di tutto un po’, senza mai eliminare niente, perché smettere di consumare i cibi che acquistiamo quotidianamente potrebbe avere un effetto deleterio sui guadagni di chi specula sull’innocenza e sulla sanità.

Ecco perché, per cambiare le abitudini alimentari, è necessario rimboccarsi le maniche e programmare da soli il proprio viaggio di disintossicazione, abituando l’organismo ai cibi sani in maniera flessibile e progressiva.

Le crisi di astinenza da quelle sostanze tossiche che siamo assuefatti a consumare abitualmente, infatti, sono sempre pericolosamente in agguato e rischiano di far naufragare qualunque tentativo di cambiamento, lasciandoci in eredità un devastante vissuto di fallimenti e impotenza.

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Mangiare… per riempire il vuoto

Articolo di : 

 Donna robusta che sciaLaura si sveglia di notte in preda a un senso di angoscia. Come una sonnambula apre il frigorifero e divora tutto quello che trova, fino a sentirsi scoppiare la pancia. Poi torna a letto e si riaddormenta.

Giorgia, invece, è a dieta. Resiste alle tentazioni per tutta la giornata ma ogni tanto, quando nessuno la vede, prende la scatola dei biscotti e non ha pace finché non l’ha svuotata completamente. Quindi, delusa e colpevole, nasconde nella spazzatura le tracce della sua trasgressione e riprende a fare le cose di sempre, cercando di dimenticare quel black out.

Antonello ama gli animali e il suo cuore sente che è importante fare scelte più rispettose della loro vita. Ma, quando rinuncia a mangiare i suoi cibi preferiti, fatti con latte, uova e formaggio, lo assale una fame compulsiva e, per calmarla, sgranocchia, una dopo l’altra, tutte le merendine vegane che sarebbero dovute bastare per un mese di spuntini in ufficio.

LauraGiorgia e Antonello, compensano con il cibo un vuoto interiore e, senza rendersene conto, usano gli alimenti come se fossero antidepressivi, reperibili senza bisogno di andare dal medico ma, soprattutto, senza dover ammettere le proprie difficoltà emotive. Nemmeno a se stessi.

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L’esperimento della banana

scimmie e scalaUn gruppo di scienziati rinchiude 5 scimmie in una gabbia e mette nel mezzo una scala e un casco di banane in cima.

-ESPERIMENTO, PRIMA PARTE.

Nel 1967 il Dott. Stephenson ha condotto un esperimento in cui erano coinvolte 10 scimmie, una gabbia, una banana, una scala e uno spruzzatore di acqua gelata.Stephenson rinchiude 5 scimmie in una grande gabbia. All’interno della gabbia mette una scala e sulla scala un casco di banane.

Le scimmie si accorgono immediatamente delle banane e una di loro si arrampica sulla scala. Appena lo fa, però, lo sperimentatore la spruzza con dell’acqua gelida. Poi riserva lo stesso trattamento alle altre 4 scimmie.

La scimmia sulla scala torna a terra e tutte e 5 restano sul pavimento, bagnate, al freddo e disorientate. Presto però la tentazione delle banane è troppo forte e un’altra scimmia comincia ad arrampicarsi sulla scala. Di nuovo lo sperimentatore spruzza l’ambiziosa scimmia e le sue compagne con l’acqua gelata. Quando una terza scimmia prova ad arrampicarsi per arrivare alle banane le altre scimmie, volendo evitare di essere spruzzate, la tirano via dalla scala malmenandola.

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La schiavitù emozionale del cibo

dipendenza-cibo

A cura della Dott.ssa Carla Sale Musio:

La droga ipnotica del cibo inizia con il condizionamento nell’infanzia e continua e si mantiene mangiando cibi elaborati che eccitano le papille gustative ed inducono un senso di piacevole dipendenza, come lo zucchero,
il sale, il glutammato, la caseina e tutti i prodotti pieni di aromi ed edulcoranti che trovi al supermercato. Questo non è il modo in cui l’essere umano si è evoluto e sviluppato.

Basta guardare gli animali, essi hanno un rapporto col cibo molto più semplice e sano, senza compulsioni. Ma appena cominciamo a dargli del cibo raffinato, zuccherato, salato, condito, allora puoi osservare immediatamente come inizia come una sorta di ossessione per averne di più. Il seguente articolo spiega in maniera meravigliosa come è successo e cosa sta attualmente accadendo nel nostro rapporto col cibo e di come esso condiziona le nostre relazioni.

Mangiare è un piacere irrinunciabile… giustificato dal bisogno di mantenersi in vita!

“Pensa ai bambini che muoiono di fame e finisci quello che hai nel piatto!”
“Mangia tutto, perché la roba da mangiare non si butta via!”
“Padre nostro che sei nei cieli, dacci oggi il nostro pane quotidiano…”
“Se continui a fare il cattivo, andrai a letto senza cena!”La paura di restare senza cibo e morire di fame è una paura atavica che mamme, nonne e baby sitter, utilizzano da sempre per convincere i bambini a mangiare.

L’atto di ingerire il cibo è la prima cosa che un neonato deve imparare.

I pediatri consultano le loro tabelle e insegnano ai genitori a pesare i bimbi prima e dopo ogni poppata, per controllare che il latte sia sempre nella giusta quantità.

L’ossessione del cibo incomincia subito nella vita, prende forma dal desiderio di ottenere l’approvazione del medico e si snoda lungo il percorso di merendine, snack, rompi digiuno, biscottini e stuzzichini, che accompagna la crescita dei nostri figli. [Read more…]

Il digiuno terapeutico “igienista” e le tossine emozionali

digiuno-terapeutico-igienistaIl digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti “malati”, dagli accumuli di scorie e tossine.

 

Il nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio: l’anabolismo (costruzione)
e il catabolismo (distruzione di materia organica) che produce scorie (tossine), teoricamente eliminate ogni giorno attraverso gli organi escretori (reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie, ecc.)

 

In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule e queste eliminano in seguito le scorie metaboliche (catabolismi).

Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione, per questo mangiare in continuazione paradossalmente toglie energie al nostro organismo e
diminuisce la quantità di energie a disposizione, per eliminare tutte le scorie metaboliche prodotte dall’attività catabolica.

L’accumulo di queste scorie determinano la tossiemia.

 

Durante il digiuno si recuperano le energie che normalmente utilizziamo per i “processi digestivi”, si recuperano anche quelle utilizzate normalmente per la “vita di relazione” .

Quasi tutta l’energia dell’organismo viene utilizzata per lo “smaltimento” dei rifiuti, le tossine.

Non assumendo cibo dall’esterno, il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell’autolisi.. (digestione dei propri tessuti).

Essa è sempre guidata dalla nostra meravigliosa vis medicatrix naturae.

 

I tessuti sono persi in ragione inversa alla loro utilità, viene metabolizzato prima il grasso, il glicogeno epatico e cisti, tumori, ascessi, cellulite, edemi, trombi, ecc.

Le strutture “nobili” fondamentali per la sopravvivenza sono utilizzati solo nell’ultima fase, quando inizia “l’inedia”. [Read more…]

Se desiderate qualcosa, lasciatelo andare

farfalla donna naturaSe desiderate una farfalla, più la inseguirete e la cercherete, più vi scapperà dalle mani, mentre se la lasciate libera, forse si poserà da sola sulla vostra spalla. Questa frase, se applicata nella vita reale, potrebbe essere paragonata alle persone che tendono a opprimere gli altri.

La cosa più comune tra le persone che inseguono e fanno troppe pressioni è che alla fine si ottiene l’effetto contrario. Per verificarlo, pensate se vi è mai capitato di avere degli amici o dei conoscenti che vi hanno fatto pressioni più del dovuto tanto da desiderare di perdere i contatti.

In generale, non piace sentirsi in obbligo verso nulla; quando si ha voglia si corrisponde da soli. Insistere troppo, sia in modo amichevole che amoroso, spesso fa sì che le persone vogliano allontanarsi.

Ad esempio, immaginate di avere un’amica con cui vi sentite spesso, ma che in questo periodo non avete voglia di contattare a causa della mancanza di tempo, del lavoro eccessivo e del bisogno di intimità. A questo punto vi renderete conto del tipo di persona con cui vi state relazionando.

Modo di agire di una personalità sana e matura

Se qualcuno vi apprezza e smettete di contattarlo, potrà insistere, ma in un modo che non limita la vostra libertà. Un modo sano di agire sarebbe facendo commenti come “come stai? È da tempo che non parliamo, speriamo di vederci presto”, “spero che le cose stiano procedendo per il verso giusto e vediamo se riusciamo a sentirci. Mi manchi”, “come stai? Quando hai modo, potremmo andare a prendere un caffè”.

Questo modo di parlare denota volontà di riprendere i contatti, ma non ci sono né oppressione né vittimismo. Se non c’è una risposta dall’altra parte, la persona dovrebbe lasciar “volare” l’altro poiché è chiaro che, qualunque sia il motivo, non ha voglia o tempo di rimettersi in contatto. Quando vuole avere contatti con qualcuno, una personalità sana cerca di farlo, ma si rende conto di quando non viene corrisposta e si fa da parte lasciando spazio e senza arrabbiature né pressioni. [Read more…]

La Sofferenza della Carota ? (Alimentazione Consapevole)

caroteLa Sofferenza della Carota (Alimentazione Consapevole)
di Mario Quagliuolo

Rispondo in questo articolo a chi mi chiede Mario ora cosa mangia e in quale categoria si inserisce, se si inserisce eheheh 🙂

Nelle settimane scorse dopo 5 anni di vegan e l’ultimo anno vegan raw al 100% sto comprando e/o “allevando” alimenti vegan ma assumendo talvolta anche alimenti vegetariani e, talvolta, se la mozzarella di bufala ha il caglio animale allora anche onnivori (pizza)!!

E questa scelta alimentare cambia e varia ogni giorno e ogni Istante senza più classificazioni ma ascoltando il corpo sempre meglio.

Escludo qui altri casi particolari che potrebbero annebbiare alcune menti che poi non leggono il seguito 😉 (supposizione consapevole, ah i 5 accordi di Don Ruiz 😉 )

Prima che alcuni senza leggere il seguito mi inondino di video vegan etici chiarisco.

In thailandia, sui pacchetti di sigarette (mai fumato, prima di ora 🙂 talvolta) non ci sono scritte ma immagini di morte e malattia anche di bambini. [Read more…]

USA IL TUO CORPO O LO PERDERAI !

FarfalleQuesto Articolo di Filppo Ongaro, mi è molto piaciuto ed è in linea con ciò che consiglio da molto tempo su Fruttalia.it e nel Fruitness il cambiamento graduale, il cambiamento completo di stile di vita di tarsformazione interna sono necessari per cambiare la propria vita in meglio con benessere e salute crescenti stabilmente.

USA IL TUO CORPO O LO PERDERAI !

di Filippo Ongaro

Si stima che il 40% degli ita­liani sia com­ple­ta­mente seden­ta­rio. Oltre 23 milioni di per­sone che non svol­gono nem­meno la minima atti­vità fisica. Il dato emerge da un’indagine dell’ISTAT del 2009 che mette anche in risalto come un ulte­riore 28% di ita­liani, pari a 16 milioni di indi­vi­dui, svolga atti­vità fisica senza pra­ti­care uno sport, cosa che equi­vale spesso a poco più che andare a fare la spesa a piedi.

Se si som­mano que­sti dati emerge un inquie­tante qua­dro fatto di 39 milioni di per­sone (quasi il 70% della popo­la­zione) che non fa nulla o molto poco. Sem­pre nel nostro Paese circa la metà dei bam­bini tra i 6 e i 10 anni ha la tele­vi­sione in camera e il 38% guarda la TV o gioca con i video­gio­chi per più di tre ore al giorno men­tre solo un bam­bino su quat­tro si reca a scuola a piedi o in bici, pro­ba­bil­mente anche per il rischio tutto ita­liano di essere inve­stito da qual­che gui­da­tore deficiente.

Anche i geni­tori non sem­brano dotati di grandi volontà rifles­sive se si pensa che solo il 43% delle madri di quei bam­bini fisi­ca­mente inat­tivi ritiene che il pro­prio figlio svolga poca atti­vità fisica. Del resto è risa­puto come l’obesità infan­tile cor­reli for­te­mente con il peso della mamma, il livello di atti­vità del padre e il grado di istru­zione di entrambi.

Sem­pre da inda­gini recenti risulta anche che chi pra­tica sport da pic­colo tende a smet­tere nel tempo forse a causa delle spinte ago­ni­sti­che ecces­sive di geni­tori e alle­na­tori poco capaci di pro­muo­vere la cul­tura dello sport invece di quella della vit­to­ria a tutti i costi. Infatti, i quin­di­cenni sono net­ta­mente meno attivi dei tre­di­cenni. E l’italiano medio sem­bra avere anche una spic­cata pro­pen­sione a rite­nersi migliore di quello che è: un seden­ta­rio su cin­que per­ce­pi­sce il pro­prio livello di atti­vità come asso­lu­ta­mente sufficiente.

Anche nel resto dell’Europa però non se la pas­sano molto meglio se si pensa che circa 600.000 decessi all’anno sono cau­sati dalla seden­ta­rietà e che il 35% della popo­la­zione euro­pea è com­ple­ta­mente sedentaria. [Read more…]

Decalogo per vivere felici…..

luci e coloriBuon Istante da Mario Quagliuolo!!

Ora e Qui condivido il Decalogo per essere felici di Caterina Shakti Maggi

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Decalogo per vivere felici
Regola n.1
Non credere a niente. (No, neppure a questa regola).

Regola n. 2
Impara a vedere e non solo a guardare. Ad ascoltare non solo a sentire. La Vita è molto, molto, molto più interessante e fantasiosa delle tue teorie su di essa.

Regola n. 3
Innamorati. Continuamente.

Regola n. 4
Presta attenzione ai bambini e agli anziani. I primi perché ti ricordano che non sai nulla di te fino a che non ti guardi con occhi sempre nuovi e i secondi perché si stanno dimenticando di loro stessi e ti riportano al fatto che non importa quanto giri di giostra tu abbia fatto… non ci hai capito nulla! Amen!

Regola n.5
Rammentati che la Vita non gira attorno a te. Per fortuna!

Regola n.6
A volte è necessario creare un po’ di caos. Fai la tua parte con discrezione e divertimento.

Regola n.7
Nessuno è mai responsabile della tua felicità/infelicità. Nessuno.

Regola n.8 Non è mai troppo tardi. Non è mai troppo presto. Piantala di chiedere il permesso, semplicemente non c’è nessuno che te lo può dare.

Regola n. 9
Sii gentile. Poi sii gentile. E poi sii ancora gentile.

Regola n.10
Dimenticati ogni regola. Sperimenta da solo!

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Migliorare le energie collegandosi alle emozioni superiori

Spesso  rifletto sull’importanza della qualità energetica che amministriamo e che ci serve per compiere azioni di vita nel mondo materiale, questa energia può esser emolto migliorata se ci connettiamo con l’essenza del “Divino “che è in noi e se riusciamo a vedere il “Divino “nel nostro prossimo.

Quando riusciamo a ricreare un “assenza di giudizio” e critica, nella condizione di soddisfazione completa nel tempo presente anche solo per qualche minuto potremmo dire di aver imboccato la strada giusta per migliorare noi stessi e il mondo circostante

Emozioni superiori

Casa alberoLavorando su di sé in maniera onesta si giungerà prima o poi a cogliere l’emozione sul nascere e a sostituirla con un impeto d’amore. Allora quando sentiremo un insulto provenire da qualcuno, noi saremo svegli e presenti, pronti a spostare il nostro centro di consapevolezza nel Cuore per cogliere lo stimolo esterno attraverso i nostri nuovi sensi, provando così una nuova emozione superiore, qualcosa che appartiene alla sfera della Gioia e dell’amore invece che alla sfera della rabbia e dell’angoscia.

 

Questa è la trasmutazione del piombo in oro, la realizzazione della Grande Opera: un’emozione negativa viene colta all’origine e attraverso un atto di volontà/amore viene immediatamente trasmutata in perdono, compassione, commozione… Un Uomo Nuovo fa sentire i suoi primi vagiti. Il binario attraverso cui fino a oggi abbiamo colto qualcosa che credevamo sbagliato, diviene immediatamente canale di conoscenza del Cuore, il ‘centro emotivo superiore’, il nostro Lapis Philosophorum; l’emozione negativa in un istante si trasmuta in emozione superiore e a noi si spalanca la Bellezza nascosta in quello che prima interpretavamo falsamente come un insulto.

 

Abbiamo conosciuto attraverso il Cuore. L’amore ha prevalso sulla separatività. Per la prima volta abbiamo deciso con consapevolezza di conoscere attraverso l’amore invece che per mezzo della mente e ci si è dischiuso uno spicchio di realtà. Abbiamo il controllo sul « demone » di quell’emozione: egli è ora ai nostri ordini e noi non lo siamo più ai suoi. Nuovi poteri magici sono in nostro possesso. Se vogliamo che ciò avvenga sempre più spesso dobbiamo assaporare con tutto il nostro essere questi momenti. Dobbiamo nutrirci di queste emozioni superiori. Fare in modo che rimangano registrate dentro di noi. In seguito sarà impossibile cercare di descriverle con la mente, ma i nostri atomi ricordano… e ricordano bene.

 

Il Cuore nulla ha da spartire con il sentimentalismo; esso è l’organo dell’intelligenza, facoltà esclusivamente spirituale, non mentale. Il Cuore è l’« intelletto d’amore », per usare un’espressione dantesca, e ci dà la conoscenza oltre l’illusione, ci consente di intuire e di creare. Il Cuore ci rende geni. Le emozioni superiori non possono però venire affrontate come le altre fasi del processo alchemico. Mentre all’inizio l’aspirante, sia esso maschio o femmina, si getta nel lavoro in maniera irruente, pronto a qualsiasi sforzo, con l’intento di « cavalcare la Tigre », adesso è tempo di cambiare atteggiamento. Il maschile deve fondersi con il femminile a formare l’« androgino ». [Read more…]

SPUNTI DI PSICOSOMATICA : IL Linguaggio degli organi

stress e reazioniLe malattie ed i sintomi altro non sono che messaggi inviati dal corpo ad una mente che si rifiuta di comprendere gli insegnamenti della vita.

Quando parla il corpo  non mente  mai e ciascuno di  noi è in grado di  comprenderne intuitivamente il linguaggio, poiché parla con una lingua antichissima, esistita da sempre e destinata a non morire mai: quella dei simboli.



L’interpretazione in chiave simbolica, psicosomatica, delle malattie consente di integrarne il messaggio profondo  a livello della coscienza, in questo modo  si può eliminare la vera causa di un disagio ed il corpo può guarire.

Viceversa  se eliminiamo  solo  l’effetto  di  uno  squilibrio  interiore,  cioè il  sintomo,  questo è destinato a ripresentarsi nello stesso organo  o in un altro situato più in profondità (vicariazione regressiva).

Per interpretare correttamente un sintomo è necessaria una visione distaccata ed esterna, non scordiamoci, infatti, che il contenuto che esso trasporta è già stato rifiutato dalla coscienza, altrimenti non sarebbe necessario che il corpo lo manifesti.

Una volta integratone completamente il contenuto conflittuale, qualsiasi malattia è in grado di guarire,  ed il corpo ritorna al suo equilibrio abituale.

E’ interessante notare che qualsiasi interpretazione data ad un paziente eda questi accettata di buon grado,  o non è corretta o è tropposuperficiale!

L’interpretazione corretta è relativa ad un aspetto di sé che il paziente nonvede, che tenderà quindi a negare più o meno aspramente qualora gli sipresenti davanti (così come tenderà ad essere particolarmente irritato daquelle persone  che lo manifestano apertamente nella propria vita: meccanismo dello specchio).

Per riuscire a interpretare i nostri sintomi dobbiamo chiederci che cosa mi fanno fare (che in condizioni normali non farei) e che cosa mi impediscono di fare (che in condizioni normali farei), in questo modo troviamo la finalità e dunque il messaggio. [Read more…]

Le 8 regole principali sui Fiori di Bach

BachbluetenflaschenLeggendo le email che mi arrivano e parlando con persone che si avvicinano per la prima volta alla floriterapia, mi accorgo sempre di piu’ di quanta poca verita’ ruota intorno ai Fiori di Bach. Quando si chiede un consiglio su quali Fiori potrebbero servire e’ meglio prima assicurarsi che la persona a cui ci si rivolge abbia le credenziali per consigliare nel modo giusto, non e’ detto che in erboristeria o in farmacia ci siano sempre consulenti esperti in floriterapia e quindi spesso si viene consigliati in maniera errata riguardo all’assunzione o alla preparazione del mix con conseguente risultato negativo nell’ottenere miglioramenti sul proprio stato emotivo. Ho deciso quindi di fare una specie di decalogo in modo da mettere dei punti fermi per chi si avvicina per la prima volta ai Fiori di Bach e desidera ottenere il massimo beneficio da essi. Le cose che sto per elencare sono frutto degli studi effettuati dal Dottor Bach ed essendo una Practitioner del Bach Centre seguo fedelmente il metodo originale cosi’ come e’ stato tramandato nel corso di tutti questi decenni.

1) La Preparazione del mix dei Fiori

Il boccettino del mix  puo’ contenere al massimo 7 Fiori, questo perche’ altrimenti l’efficacia dei singoli Fiori diminuirebbe notevolmente. Se vi vengono proposti piu’ di 7 fiori vuol dire che la persona che vi sta consigliando e’ inesperta e non sa che pesci prendere quindi vi mettera’ un po’ di tutto. [Read more…]

Fiori di Bach

fiori di bachI fiori di Bach ? o rimedi floreali di Bach ? sono una medicina alternativa ideata dal medico britannico Edward Bach.

Al riguardo, Bach sosteneva la necessità che tale forma di terapia dovesse essere semplice e accessibile a tutti, in quanto a suo dire chiunque avrebbe le potenzialità e le sensibilità necessarie per effettuare autodiagnosi e autopratica. Sosteneva inoltre che la terapia dovesse avere carattere preventivo e scevra di effetti collaterali.

Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale, nella cura di una persona, devono essere prese in considerazione soltanto le sue emozioni e la sua personalità, le quali determinerebbero il sintomo manifesto nel fisico: il singolo fiore sarebbe in grado di dare il via al processo di trasformazione dell’emozione negativa nel suo tratto positivo, con una conseguente scomparsa del sintomo fisico, essendo quest’ultimo ritenuto il disturbo finale di un disagio originatosi a un altro livello, molto più profondo.

Ripetute e approfondite ricerche mediche e scientifiche non hanno tuttavia dimostrato alcun effetto terapeutico dei fiori di Bach, se non quello autosuggestivo dell’effetto placebo.

Secondo i sostenitori, i rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro «energia» o «memoria». Il concetto di «memoria dell’acqua» non è mai stato tuttavia dimostrato sperimentalmente e non ha riscontri nella letteratura scientifica accreditata. Per approfondimenti: Wikipedia (Fiori_di_Bach)

Per conoscere meglio chi opera con i fiori di bach consigliato da Innerclean Italia vedi qui Fiori di Bach

donna e fiori

Le 5 leggi biologiche e il vissuto emozionale di ognuno di noi

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Le credenze sbagliate, i traumi e i condizionamenti che viviamo in rapporto con la malattia;

Le 5 leggi biologiche e il vissuto emozionale di ognuno di noi

Siamo in tanti ad essere vittime di una grande menzogna che ha condizionato e condiziona tuttora la vita degli esseri umani…Abbiamo creduto, e di conseguenza insegnato alle generazioni successive, di essere nati nel peccato. Abbiamo creduto che ogni bambino che nasce sia intrinsecamente sbagliato e cattivo, portatore di peccato originale, e abbiamo di conseguenza cercato di redimere, controllare, migliorare, educare, correggere e punire.

Qualcuno si è svegliato ed è uscito da questa ipnosi collettiva per riscoprire che invece, ogni creatura che nasce sulla terra è portatrice di Energia e di Amore, quindi della stessa sostanza e con lo stesso potere della Fonte dalla quale proviene. [Read more…]