Crema di datteri: Ricetta golosa, vegan, e senza zucchero

Ecco una ricettina trovata sul web qui  e  che ho voluto sia condividere che provare anche io, ecco l’originale

RICETTA CREMA DI DATTERI – Una crema dolce vegan senza utilizzare lo zucchero o i derivati animali, adatta per farcire un dolce o per essere mangiata al cucchiaio, ideale per una merenda golosa, sana e nutriente o come dessert alla fine di un pasto tra amici.

crema-di-datteri-vegan

Ingredienti:

  • 80 gr datteri
  • 2 avocado
  • 40 gr di cacao
  • 1 cucchiaio di sciroppo d’agave
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 baccello di vaniglia (tagliatelo in due e usate solo i semi all’interno)

Procedimento:

  1. Mettete i datteri in acqua tiepida per 20 minuti
  2. Inserite tutti gli ingredienti in un frullatore incluso i datteri
  3. Tenete il tutto in frigo per mezz’ora e servite Buon appetito!

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Test prova e unboxing dell’estrattore di succo Optimum 600M

Abbiamo avuto il piacere  di conoscere e provare ll’Optimum 600M della Froothie , testare la sua semplicità nell’estrazione, e la sua praticità nella puliza, avendo meno pezzi da pulire. Qui di seguito l’unboxing, ossia lo spacchettamento del prodotto appena arrivato:

Abbiamo poi fatto una comparazione con il famoso Estraggo Pro, solido e potente. Vale vale pena vedere la prova e il test di estrazione con mela , carote e finocchio.  La comparazione con L’Estraggo Pro della Siqur Salute è stata interessante perchè sono due estrattori diversi, ugualmente efficaci in modi diversi.  Qui il video :

Per  trovare  maggiori dettagli qui  https://www.froothie.it/store/optimum… e anche qui su Amazon https://amzn.to/35YooIX Mentre per l’Estraggo lo trovi qui: https://amzn.to/2LhyyfG

Grazie

Luca

Articolo da www.fruttalia.it

Usi della buccia di banana che forse non conoscevate !

Banana sbucciata Quando mangi una banana non gettare la buccia! Non sai quanti problemi può risolverti questo”rifiuto”.Tutti gli usi,dai trattamenti di bellezza,salute,cucina alle pulizie domestiche e giardino.

La buccia di banana può essere un valido alleato per prendervi cura della casa, del vostro giardino della vostra bellezza e persino della vostra salute,la banana, infatti, ha proprietà antifungine, antibiotiche ed enzimatiche.

Cominciamo col citare l’utilità della buccia di Banana nella salute e l’estetica:

Sbianca i denti: per avere un sorriso smagliante non è il caso di rivolgersi al dentista e di sottoporsi a costosi trattamenti. La buccia di banana sfregata contro la tua dentatura infatti ti permetterà di avere denti visibilmente più bianchi e lucenti.

Riparare i capelli: quando i capelli sono danneggiati perdono la loro morbidezza e lucentezza. Crea una maschera nutriente frullando la buccia di una banana, e aggiungila a un bicchiere di acqua. Applica la maschera sui capelli e lascaila in posa per mezz’ora prima di risciacquare per avere cappelli nutriti e luminosi.

Calmare il prurito di una puntura: quando gli insetti mordono la tua pelle, il prurito che nasce di conseguenza è spesso insopportabile. Ti basterà posizionare la buccia di banana sulla puntura per un paio di minuti per calmare l’irritazione.

Prevenire le rughe: la grande di quantità di potassio, ferro, magnesio, vitamina A, vitamina B e vitamina E contenuta all’interno della buccia di banana ti permette di mantenere la pelle giovane. Tagliate la buccia a pezzetti a posizionateli su tutto il viso, lasciandoli in posa per 20 minuti.

Maschera viso: i trattamenti di bellezza creati a casa tua con ingredienti naturali sono un vero e proprio toccasana per la pelle. Essendo ricca di antiossidanti, sali minerali e vitamine è perfetta per conferire alla pelle un aspetto luminoso e sano. Frullate mezza banana con la buccia e aggiungete un cucchiaio di yogurt magro per avere un aspetto splendido.

Per eliminare le verruche in maniera naturale: applicate un pezzo di buccia di banana sulla verruca e fissatelo con un cerotto o una benda. Cambiatelo con una certa frequenza per diversi giorni. Dopo circa una settimana, la verruca cadrà da sola.

Per estrarre una scheggia: se vi si è conficcata una scheggia di legno sulla pelle, seguite la stessa procedura delle verruche. Gli enzimi delle buccia faranno uscire in maniera naturale il corpo estraneo che vi sta dando fastidio.

Per eliminare l’acne: tutte le sere sfregate sul viso la buccia di banana. Non risciacquate il viso dai residui di polpa, ma andate direttamente adormire. La mattina seguente potete risciacquare. Potete anche realizzare una maschera tutte le settimane.

buccia-banana-usiAiuta a trattare la psoriasi: sfregate la parte interna della buccia di banana sulla zona della pelle affetta da psoriasi. All’inizio la pellepotrebbe arrossarsi più di prima, ma non preoccupatevi, è normale. Noterete una differenza significativa se ripetete questo procedimento tutti i giorni.

Per trattare le contusioni: se siete tra le persone che non presentano lividi dopo una contusione, la buccia di banana è quello che fa per voi. Dovete solamente applicare un pezzo di buccia sulla zona colpita ed attendere che i nutrienti della banana facciano la loro “magia”.

Per trattare la pelle secca: mescolate la buccia di banana tagliata a pezzetti con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Frullate il tutto con un po’ d’acqua e applicate la maschera sul collo e sul viso. Lasciate agire per 20 minuti e poi risciacquate con acqua fredda.

Per idratare la pelle: potete tritare la buccia di una banana con mezzocetriolo e la polpa di un mango. Applicate la crema sulla zona da idratare e risciacquate dopo mezz’ora con acqua tiepida.
Ecco l’utilità della buccia di banana nelle pulizie domestiche,casa e giardino:

Pulire l’argenteria: non sempre è così facile pulire l’argenteria che utilizzi per i pranzi importanti. Spesso è una pratica lunga e noiosa, ma ti basterà sfregare la buccia di banana su forchette e cucchiai per vederli risplendere in men che non si dica.

Fertilizzare le piante: per favorire la crescita delle tue piante puoi posizionare la buccia di banana sulla terra dei vasi, mentre se hai delle piante acquatiche puoi inserire la buccia di banana in un vaso di vetro, aggiungere dell’acqua e infine la pianta, che trarrà beneficio dalla buccia di banana.

Pulizia delle scarpe: vi sarà sicuramente capitato di ritrovarvi con le scarpe sporche o macchiate e di non avere nulla per pulirle. Da oggi potrete utilizzare tranquillamente la buccia di banana sfregandola sulla superficie per ottenere una scarpa pulita e lucida in pochissimo tempo. Attira farfalle: se volete dare un tocco in più al vostro giardino potete attirare le meravigliose farfalle. Con la buccia di banana sarà davvero facilissimo: ti basterà infatti tagliare dei pezzetti di buccia per attirare le farfalle attraverso la dolcezza emanata dalla banana.

Come repellente per gli afidi o pidocchi delle piante: tagliate la buccia di banana in piccoli pezzetti e interrateli alla base dei rosai o arbusti simili. La buccia di banana farà in modo che queste piante non vengano colpite da malattie.

Per pulire le foglie delle piante: sfregate la buccia di una banana dalla parte interna perché le foglie delle vostre piante siano sempre belle e pulite.

Per attirare le falene nelle stanze della casa: come le farfalle, anche le falene si sentiranno attratte dallo zucchero della buccia di banana.

Per attirare gli uccellini: anche agli uccellini piace molto il sapore dolce della buccia di banana. Mettetene dei pezzetti sulla finestra, in giardino, sul terrazzo o costruite una piattaforma apposta per loro: arriveranno presto a cercare le loro “caramelle”.
E infine la buccia di banana utilizzata come ingrediente in cucina:

Come alimento: nella cucina asiatica e in quella indiana le bucce di banane si mangiano crude o cotte. Potete trovare delle ricette interessanti, semplici, ma soprattutto deliziose.

Per purificare l’acqua: diversi studi hanno dimostrato che la buccia di banana assorbe le tossine delle acque dei fiumi contaminati, soprattutto da metalli pesanti.

banane

Fonti:http://viverepiusani.com

http://donna.fanpage.it/10-utilizzi-della-la-buccia-di-banana-dalle-pulizie-ai-trattamenti-di-bellezza/

Tratto da: jedasupport

Ossigeno puro in casa con questa pianta

Questa pianta purifica l’aria, assorbendo tutte le tossinealoe-vera-purifica aria

 

Invece di comprare purificatori d’aria elettrici costosi se volete filtrare l’aria di casa! Dovete semplicemente acquistare le giuste piante. Quelle d’interno possono rivelarsi un’arma preziosa nella lotta contro l’inquinamento dell’aria. Ecco la miglior pianta che purifica l’aria di casa.

Le piante che scegliete di mettere in casa fanno la differenza. Ecco la pianta più efficace che permetterà di rendere il vostro ambiente interno sano. Eliminerà tutte le tossine presenti in casa vostra ed è considerata una vera e propria bomba di ossigeno. Si tratta dell’Aloe Vera, una pianta facile da mantenere che sopprime le sostanze chimiche inquinanti presenti nei prodotti di pulizia. Purifica l’aria assorbendo il diossido e il monossido di carbonio, insieme al formaldeide.

Tra l’altro, quando i prodotti chimici nocivi sono presenti ad un livello elevato in casa, la pianta svilupperà delle macchie brune per tenervi informati.

Potete anche utilizzare il ficus: questa pianta non necessita di tanta luce e purifica perfettamente l’aria. Siate però prudenti con questa pianta, non lasciatela a prossimità dei bambini e degli animali di compagnia! Le sue foglie sono molto tossiche.

Estratto da www.top-post.it

 

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Le cicatrici e le aderenze derivanti da traumi e chirurgie

osteopatia-big1Le aderenze, più raramente usata al singolare come aderenza, sono fasci di tessuto fibroso che si formano fra tessuti, organi o articolazioni a seguito di un trauma o di un intervento chirurgico. Le aderenze possono essere così considerate come delle cicatrici interne che connettono aree anatomiche normalmente non collegate.

Le aderenze si formano nello stesso modo attraverso le quali si formano le cicatrici e ne sono costituite dallo stesso tipo di tessuto. Il termine aderenza viene utilizzato perché parti anatomiche normalmente separate da uno spazio virtuale sono unite dal tessuto fibroso.

Gli interventi chirurgici possono essere il fattore scatenante un’aderenza. Durante il processo di rigenerazione tissutale, le aree cicatriziali si estendono oltre i tessuti danneggiati, collegando due regioni normalmente non connesse. Allo stesso modo un riversamento di sangue ne può essere causa. La fibrina rilasciata durante il trauma funge da colla creando ponti di tessuto fibroso. [Read more…]

Disintossicazione interna attraverso l’Oil pulling

Una tecnica tanto semplice, ma molto importante per la pulizia interna.

In pratica in cosa consiste l’oil pulling ?

E’  un’antica procedura ayurvedica, che aiuta a mantenere in buona salute la cavità orale, attraverso l’eliminare tutte quelle tossine o quei batteri fermentativi, che si vanno a depositare su lingua, denti e gengive. Ma allo stess facilità la pulizi ainterna del corpo stesso.

Partiamo da questi  principi base:

1) I denti, o meglio le gengive sono uno dei tanti canali di disintossicazione del copro umano.

2) E’ stato notato da esperienze antiche e molti studiosi che le sostanze tossiche vengano convogliate e depositate principalmente, ma non esclusivamente nei tessuti grassi del corpo.

3) Gli oli usati e consigliati sono fra i migliori, ma la terapia in questione non si basa esclusivamente sulle virtù intrinseche dell’olio, bensì sulle proprietà tipiche di questo genere di grassi di “catturare” le sostanze tossiche presenti nel cavo orale. In questa maniera tutte le tossine, verranno per così dire, intrappolate nell’olio ed espulse .

Ma vediamo la pratica:

Oil pulling, – istruzioni in sintesi
Ecco una breve sintesi della semplice ma formidabile procedura disintossicante, che vi permetterà di non vedere più il dentista, seccare le carie e risolvere innumerevoli sintomi di malattie e fastidi vari, donandovi un senso di benessere e annientando tutti gli stati di debolezza cronici.
Materiale necessario: olio rigorosamente biologico e spremuto a freddo di girasole, cocco o sesamo. Hanno effetti diversi ma sono tutti e tre efficacissimi, si possono anche combinare o alternare. L’olio d’oliva non è indicato per questa operazione e non è molto efficace; tuttavia si può inizialmente utilizzare in mancanza degli altri, ma solo con l’idea di sostituirlo al più presto.
Cosa: l’oilpulling consiste in un risciacquo orale della durata di circa 20 minuti, effettuato con olio biologico e spremuto a freddo di girasole, sesamo o cocco.

  • STEP 1: Mettere in bocca da 1 a 2 cucchiai grossi di olio e iniziare a fare un risciacquo, tipo colluttorio, della durata di 20 minuti. Dopo questo tempo la soluzione in bocca diventa meno densa perchè diluita con la saliva, mentre il movimento e l’emulsione trasformeranno nel frattempo il liquido in un fluido biancastro.
  • STEP 2: Questo è il momento in cui diventa necessario sputare l’olio, possibilmente nel WC e tirando contemporaneamente l’acqua, in modo da non far sostare quel concentrato di tossicità nella nostra casa, ponendo attenzione nel non ingerirlo, in quanto carico di tossine raccolte dal corpo e fatte spurgare dalle gengive. Tuttavia se per errore ne venisse ingerito un minimo non preoccuparsi. Se la soluzione liquida non ha le caratteristiche di colore e densità indicate, ossia se risulta ancora giallastra e densa, allora significa che è necessario più tempo di risciacquo. In genere è meglio non sbordare troppo oltre i 20 minuti perchè può avvenire anche un fenomeno di “riassorbimento” del materiale divenuto ormai tossico.
  • STEP 3: Una volta sputato il fluido bisogna rimuovere dalla lingua la patina tossica che si è nel frattempo formata con l’ausilio di un raschietto da lingua o un cucchiaio.
  • STEP 4: Appena dopo è consigliato un veloce massaggio delle gengive praticato con il dito indice, seguito da un risciacquo di 10 secondi fatto con acqua e qualche granello di sale oppure con acqua e bicarbonato, unicamente a scopo disinfettante.
  • STEP 5: Opzionalmente si può concludere bevendo acqua o acqua calda per pulire. Oppure, avendo provocato l’aumento del fuoco gastrico (che significa aumento di vitalità, e digestione più forte e veloce del normale) è possibile adesso mangiare o bere.

Quando: il momento migliore è al mattino a digiuno, appena svegli. A parte “parlare” è possibile compiere una moltitudine di attività come lavarsi, vestirsi, fare ginnastica o yoga, preparare la colazione e molte altre; per questo motivo è una pratica di facile attuazione, comoda e non “ruba” tempo prezioso. È possibile praticare l’oilpulling da uno a tre volte durante il giorno, a patto che ci si trovi in condizioni di stomaco vuoto e digestione precedente completata.
Tempo necessario: circa 20 minuti.

Fonte : Il miracoloso oil pulling 

Per completare bene la pratica, alcuni medici ayurvedici consigliano di sciacquare la bocca con acqua calda e sale. altri con acqua e bicarbonato

Per approfondimenti:

http://www.greenme.it/spazi-verdi/naturomania/1189-oil-pulling-disintossicarsi-ogni-mattina-partendo-dalla-bocca

O per chi conosce l’inglese

L’Alimentazione e i neuroni Specchio: una delle difficoltà maggiori del cambiamento.

Quando decidiamo di seguire uno stile alimentare più sano e di cambiare le nostre abitudini dietetiche, affrontiamo un percorso di disintossicazione irto di ostacoli e incertezze e, quasi sempre, i buoni propositi si scontrano con un mondo che cammina in direzione contraria.
Gli interessi commerciali, infatti, prediligono i consumatori smodati e incoscienti.
E fanno di tutto per emarginare chi è consapevole e attento alla salute.

Tante ricerche scientifiche hanno dimostrato che mangiare bene significa mangiare poco, mantenendo un contatto con la natura e con i suoi ritmi benefici.
Scelte insopportabili per le grandi catene alimentari.
Infatti, se tutti di colpo smettessero di mangiare, i loro profitti andrebbero in fallimento… e il mondo si trasformerebbe radicalmente!
Niente più ristoranti, bar, supermercati, distributori di patatine, allevamenti intensivi, tonnare, fabbriche di pentole, stoviglie, cucine, liquori, vini… insomma… altro che rivoluzione!!!
Cambiare in meglio la propria alimentazione significa nuotare controcorrente.

È difficile vivere con poco in un mondo che sembra fatto apposta per consumare sempre di più e distruggere la salute del pianeta.
La pressione sociale si accanisce contro chi osa stravolgere le regole del gioco e oggi uscire insieme senza mettere qualcosa sotto i denti è praticamente impossibile.

“Ma come?!   Non andiamo a cena?!   Allora cosa facciamo?!”
“Davvero non si mangia proprio niente ?!   Neanche un aperitivo e qualche salatino ?!”

Sembra che senza ingurgitare nulla la vita di relazione perda il suo significato e chi decide di mangiare meno deve affrontare la gogna riservata ai traditori.
Esiste un ostracismo sociale che spinge a emarginare chi è diverso.
Proporre una riunione tra amici scevra da sollecitazioni gustative è considerato triste, arido, scialbo, poco attraente, noioso, inutile, stupido… e chi più ne ha più ne metta.
A meno di non vivere soli in mezzo al deserto è indispensabile partecipare alle tante occasioni di incontro fatte apposta per stimolare il palato e assopire l’intelligenza.
E chi prova a non lasciarsi coinvolgere è messo sotto tortura.
Infatti, i neuroni specchio, sollecitati a più non posso dall’andazzo comune, generano un fastidioso languore di stomaco capace di far deragliare ogni piano salutista.

Ma cosa sono i neuroni specchio ? [Read more…]

Essere Sani senza medicine è semplice ! Il Sistema di Ivan Neumivakin

Il professore Ivan Neumivakin era il capo del programma di risanamento degli astronauti russi. Nei corso della sua attività ha saputo prendere il meglio della medicina russa e l’aveva arricchito con le sue invenzioni; come risultato, è stato creato un sistema di risanamento unico al mondo, grazie al quale gli astronauti da più di 50 anni non si ammalano.
Questa è una delle sue interviste, nella mia traduzione (con qualche taglio del testo che è molto lungo):
———————————

– Prima di tutto, io dovevo capire dove si trova il confine tra la salute e la malattia, e poi capire, che cosa, dall’arsenale della medicina ufficiale, poteva essere utile nello spazio. In pratica, nulla. Dopo che me ne sono andato dal programma, ho cercato di proporre alla sanità pubblica tutto ciò che avevo trovato utile, ma ho incontrato una feroce resistenza.

– QUAL’È LA SUA DISCORDANZA CON LA SCIENZA MEDICA CLASSICA?

– Siamo una catena di montaggio, e la bocca è una macchina per rimpicciolire e spezzettare il cibo. Dobbiamo non ingoiare il cibo, ma masticarlo molto bene, praticamente, “berlo”. Avete ingoiato il boccone senza masticarlo. Questo si copre solo superficialmente con l’acido cloridrico che non può penetrare dentro il boccone. Ma la cosa più grave è che questo acido si diluisce con l’acqua bevuta alla fine del pasto; la sua concentrazione è ridotta e, come risultato, il cibo non si digerisce. Tutto ciò che avete mangiato diventa “scorie”, prodotti di metabolismo non digeriti.

– Mangiamo 4-5 volte più del necessario. E tutto il cibo “in più” è un lavoro per i medici, se non oggi, lo sarà domani.

– LEI PROPONE DI BERE MENO LIQUIDI?

– Dipende dai liquidi. Solo l’acqua “pulita” va nelle cellule; le acque minerali o gassate vanno prima pulite. Il tè e il caffè alzano momentaneamente l’energia, ma aggravano la mancanza dell’acqua.
– L’acqua “sporca” va nella cellula che invece di ricevere l’energia deve prima pulirla. Lo sporco si getta via ma di acqua ce ne poca. E l’energia manca. L’assunzione dei liquidi impuri causa l’arteriosclerosi, lì ipertensione, l’aritmia: questa è la causa delle maggioranza delle malattie.

– IL CANCRO, L’AIDS?

– Penso che queste malattie non esistano.

– COME NO?!

– CI sono degli stati legati alle scorie nell’organismo. In questo ambiente le cellule vivono in un ambiente putrido e privo di ossigeno. Sono costrette a mutare e a diventare cancerose. Le cellule cancerose ci sono in qualsiasi organismo, ma il sistema immunitario sano le sopprime. E se l’individuo è debole, queste iniziano a moltiplicarsi e a crescere. In linea di principio, ci servono, perche organismo deve sapere che il male e il bene coesistono.
– Abbiamo creato un centro di salute dove in tre settimane, senza clisteri e farmaci, purifichiamo l’ambiente interno dell’organismo. Spariscono le malattie come, per esempio, l’ipertensione.

– COME LO FATE?

Mangiando molto poco, più delle speciali tisane per pulite il sangue, il fegato, i reni e il pancreas. Due giorni di digiuno e due giorni di tisane.

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Un frullato per eliminare feci, tossine e residui tossici dal colon

La pulizia periodica di colon e intestino è così importante da poter letteralmente salvarci la vita. Nel colon si possono accumulare feci, tossine e residui tossici, che possono essere espulsi per favorire la salute generale. Un buon lavaggio del colon, accompagnato da una dieta sana ed equilibrata, si traduce in una grande sensazione di tranquillità, un sonno più profondo, alito e odore corporeo più gradevoli, eliminazione di acne e eruzioni e prevenzione di molte condizioni, fra le quali il cancro.

Ma la pulizia del colon ha anche altri effetti, come la stimolazione delle ghiandole addominali e del fegato, ma sopratutto del pancreas. La pulizia intestinale è ottima anche per migliorare l’assorbimento e l’assimilazione dei nutrienti contenuti nel cibo.

Gli ingredienti del frullato che depura il colon sono ottimi per migliorare la salute digestiva e ripristinare la flora intestinale. In particolare, i semi di lino aiutano a promuovere il transito intestinale e ad assorbire le tossine, mentre la verdura a foglia verde alcalinizza il corpo e lo depura da virus, batteri e parassiti.

Hai bisogno di: [Read more…]

Dieta di Frutta e vegetali per fratture e aiuto minerale alle ossa

Benda vegetale di cavolo

Benda vegetale di cavolo

Le ossa rappresentano la struttura portante del nostro corpo, sono forti, elastiche e resistenti, eppure non sono immuni da traumi e patologie che ne possono minacciare l’integrità.

In campo medico, la frattura viene definita come l’interruzione di integrità strutturale dell’osso come per esempio nel caso di un origine traumatica. Punto comune tra le fratture è il tipo di forza applicata: un osso, infatti, può essere portato a fratturarsi per torsione, flessione, compressione o strappo.

Vi sono poi altre due origini, meno note e meno frequentemente riscontrabili, che possono portare alla frattura dell’osso, ossia: sovraccarico o stress e contrazione muscolare.
Nel primo caso, le fratture sono determinate dalla ripetizione di continue sollecitazioni sull’osso che portano dunque all’indebolimento, e quindi alla frattura, di quest’ultimo. Nel secondo caso, invece, la frattura è determinata da una brusca e violenta contrazione muscolare.

Spesso anche un alimentazione errata, o in eccesso, e quindi acidificante tolgono minerali preziosi alle ossa rendendole più fragili , cosa che si verifica anche in mancanza di movimento fisico, in cui la densità ossea diminuisce o anche per stress. In questi casi la cosa principale è riposare quindi fare in modo che le energie siano disponili per la guarigione e non disperse in altre attività, quindi non una totale inattività. [Read more…]

Frutta e verdura ci rendono più felici

Pubblico qui una risposta  recente di Valdo Vaccaro

FRUTTA E VERDURA CI RENDONO PIÙ FELICI

biologicoMangiare più frutta e verdura aumenta i livelli di felicità delle persone. È quanto suggerisce una nuova ricerca pubblicata dall’American Journal of Public Health, che indica come un consumo fino ad otto porzioni al giorno contribuisca, in modo proporzionale, a migliorare l’umore.

STUDIO CONGIUNTO TRA UNIVERSITÀ INGLESI E AUSTRALIANE

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università inglese di Warwick, in collaborazione con l’Università di Queensland, in Australia, rappresenta uno dei primi tentativi scientifici di esplorare le conseguenze sul benessere psicologico che frutta e verdura possono avere, al di là dei già noti benefici di salute nel ridurre il rischio di cancro e attacchi di cuore.

PER STARE BENE SEVONO ALMENO 8 PORZIONI AL GIORNO

Lo studio ha seguito per due anni 12.385 persone selezionate in modo casuale e invitate a tenere diari alimentari e ad annotare il loro benessere psicologico. Sono stati valutati anche una serie di parametri come cambi in casa, di reddito e di lavoro. Ne è emerso che, nell’arco di 24 mesi, le persone passate da quasi nessuna a 8 porzioni di frutta e verdura al giorno avevano sperimentato un aumento della soddisfazione di vita pari a quella di trovare lavoro.

PARTICOLARE IMPORTANZA DEI CAROTENOIDI

L’aumento, inoltre, era incrementale rispetto a ogni porzione extra. Gli autori ipotizzano che questo effetto possa esser dovuto ad una maggior assunzione di carotenoidi, gruppo di antiossidanti che regala a frutta e ortaggi i caratteristici colori.

NON SI TRATTA DI CHIACCHIERE MA DI PROVE BASATE SU SOLIDI DATI STATISTICI

“Forse i nostri risultati saranno più efficaci rispetto ai messaggi tradizionali nel convincere le persone ad avere una dieta sana”, ha commentato Redzo Mujcic, ricercatore presso l’Università del Queensland.

G.G.
*****
RISPOSTA di Valdo Vaccaro:
NON ESISTONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA PLANT-BASED DIETValdo
Ciao G.G. e grazie per l’ottimo contributo alla causa. Il 5 per day dell’Università di Cambridge, dirompente e scandaloso nel 2000, è stato superato dal 7 per day dell’Università di Oxford nel 2007. Ora l’Università di Warwich e quella di Melbourne ci portano all’8 per day, avvicinandosi poi al 12 per day dell’Università di Stoccolma. La gente dovrà prima o poi mettersi in testa che questa è la strada giusta e che non esistono altre alternative.
OLTRE AI CAROTENOIDI C’È UNA STRAORDINARIA MOLE DI RISORSE
Quanto ai carotenoidi, sappiamo che si trovano abbondanti in carote, arance, agrumi, zucche, verdure a foglia verde, albicocche, meloni, pomodoro, peperoni. Ma aggiungerei che abbiamo a disposizione qualcosa come 30.000 fitonutrienti vegetali che includono Antocianine (ciliegie, cavoli rossi, cavoli neri, radicchio rosso e variegato, mele rosse, uva, sambuco, bacche, mirtilli rossi e blu), Lignani (semi di lino, semi di chia, semini vari, noci, frutta da guscio, cavoli, carote, broccoli, frutti di bosco, vegetali), Allisolfuri (aglio, cipolla, porro, ravanelli), Polifenoli (broccoli, cavoli, crescione, sedano, radicchio, fagiolini, agrumi, mirtilli), Terpeni (buccia agrumi, kumqat), Isoflavoni (socia, ceci, fave, lenticchie, lupini), Zeaxantine (spinaci, mais, radicchio rosso), Luteina (pomodori, spinaci, broccoli, cavoli, zucchine, piselli, fagiolini, lupini, radicchio rosso), Glucosinati (rape, broccoli, verze, cavolfiori, cavolini di Bruxelles), Quercetina (agrumi, mele, olive, cipolle, porri).
 
NIENTE SANGUE E NIENTE CADAVERINA
Trentamila fitonutrienti, tanti profumi, tanti gusti e tanti colori. E soprattutto nessun offensivo sapore di sangue e di cadaverina. Ti pare poco? Gli effetti della dieta fruttariana-verduriana? Prendo l’ottima sintesi di Luca Speranza e Silvio Sciurba nel testo “Fruttalia, benessere e salute con buonsenso e semplicità”. 1) Il corpo si rigenera e diventa più snello, 2) Il sistema immunitario si rafforza, 3) Energia fisica e resistenza aumentano notevolmente, 4) La mente diventa più chiara e tranquilla, 5) Il buonumore diventa uno stato naturale e stabile, 6) Sonno e riposo acquistano una rinnovata profondità, 7) I dolori femminili, diffusi e fastidiosi, vengono risolti al meglio.
È TEMPO PER TUTTI DI PASSARE IL RUBICONE
C’è da chiedersi cosa la gente pretenda di più per fare il suo passaggio del Rubicone, per passare dalle diete pesanti, a digestione lunga e difficoltosa cariche di veleni e di colle caseiniche, alle diete leggere, rapide e innocenti del vegeto-crudismo.
Valdo Vaccaro
Estratto da qui :

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Gli orti senza bisogno di irrigazione (Hugelkultur o Collin-Orto)

Hugelkultur è un termine di origine tedesca che può essere tradotto letteralmente con “collina coltivata” riferendosi al cumulo di terra rialzata.
Questa tecnica di coltivazione è stata utilizzata per secoli in Germania e nei paesi dell’Europa dell’Est, consiste sostanzialmente nell’utilizzare scarti legnosi per costruire un’aiuola rialzata.
Gli ideatori dell’Hugelkultur si sono ispirati a ciò che accade in un bosco: a tutti sarà capitato almeno una volta di osservare come il legno in decomposizione trattenga umidità e di come il legno marcio sbriciolandosi crei un terriccio soffice e di colore scuro, ricco di nutrienti.

colinorto4Come si procede

1) Per prima cosa dovremo decidere le dimensioni e la posizione della nostra aiuola. La posizione più adatta è quella con le estremità orientate a Nord-Sud, questo per garantire la massima insolazione possibile durante la giornata (i due pendii dovrebbero essere rivolti rispettivamente a Est e a Ovest).
Per quanto riguarda le dimensioni, non c’è una ricetta fissa. Esistono Hugelkultur di piccole, medie e grandi dimensioni. La lunghezza dell’aiuola è sempre a piacimento, mentre varia a seconda delle esigenze l’altezza del cumulo e la larghezza dello stesso.
In genere un cumulo finito dovrebbe essere di larghezza inferiore o pari a 180 cm, questo al fine di agevolare l’accesso ad ogni sua parte senza sporgersi troppo in avanti.
Anche l’altezza è a piacimento, ma bisogna tenere conto del fatto che più il cumulo è alto e più i suoi pendii saranno ripidi, con tutte le problematiche che vedremo in seguito. In genere l’inclinazione dei pendii dovrebbe aggirarsi attorno ai 45°, o di poco più superiore.
Anche la disponibilità di materiale non è da sottovalutare. Un cumulo più alto significa utilizzare più legna o terra.2) Una volta decise tutte le caratteristiche che dovrà avere il nostro cumulo si può passare alla preparazione dell’aiuola.
Se abbiamo del terreno che ci avanza, possiamo iniziare a costruire la nostra aiuola direttamente sul suolo,  altrimenti potrebbe rivelarsi necessario scavare una trincea (scelta consigliata).

Mangiare per vivere o vivere per mangiare?

L’INGANNO DELLA SOPRAVVIVENZA

Sin da quando siamo ancora in fasce, ci viene insegnato che mangiare è necessario alla sopravvivenza e che, se non ci si alimenta con regolarità, si muore di inedia.
Non abbiamo (quasi) neanche cominciato a respirare… che il cibo s’impossessa di noi e rapidamente si trasforma in una droga.
Talmente potente da condizionare tutta la nostra esistenza!

ALLATTAMENTO E INTIMITÁ

mamma che allatta

Dopo la nascita, la dimensione protetta che ha caratterizzato la vita intrauterina, va perduta e il neonato si ritrova improvvisamente alle prese con il caldo e con il freddo, con il silenzio e con i rumori, con le sensazioni epidermiche e con quelle interne al corpo… e con una terribile solitudine, perché la mamma non è più così presente come quando insieme formavano una cosa sola.
Per fortuna, a ricreare quell’avvolgente sensazione di unione provvede l’allattamento!
Durante le poppate il piccolo ritrova (almeno in parte) la fusione con il corpo materno e sperimenta nuovamente la totalità che esisteva prima della nascita.
Nella nostra frenetica vita moderna, però, quello è spesso anche l’unico momento d’intimità concesso alla madre e al bambino.
Gli orari di lavoro, la gestione della casa, l’accudimento di altri fratellini e un certo tipo di pedagogia (nera)… distolgono l’attenzione della mamma, impedendole quella dedizione totale di cui ogni nuovo nato ha bisogno per superare positivamente il trauma della nascita.
Queste considerazioni, naturalmente, valgono soltanto per la nostra specie. Umana.
Gli animali dedicano ai loro cuccioli un tempo totalizzante e di appartenenza reciproca che le mamme umane, per assolvere le tante richieste della società, sono costrette a delegare a nonni, baby sitter e asili nido.
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Il potere della respirazione pranica

Lo sbalorditivo potere della respirazione pranica – A. Van Lysebeth

Il Prâna obbedisce al pensiero

Una delle scoperte più notevoli degli Yogi, che da sola giustificherebbe la pratica e lo studio dello yoga, è che il Prana obbedisce al pensiero. In altre parole il pensiero concentrato consente d’assorbire una quantità accresciuta di prana.

Prendere aria

Proprio come i detti e i proverbi, le locuzioni più banali celano sovente una saggezza insospettata da quelli che se ne servono. Così, dicendo che si va a prendere aria, si indica che si va fuori a respirare aria pura, in contrasto con l’aria chiusa dei locali abitati. Ora, questa espressione dovrebbe essere intesa alla lettera, poiché noi dovremmo veramente “prendere” aria invece di contentarci di inspirarla quasi passivamente, come è generalmente il caso dell’”homo domesticus” (non ditemi che per caso voi conoscete esemplari di homo sapiens!).

Noi, civilizzati sedentari, persino quando ci troviamo all’aria pura della campagna e respiriamo, o ci sforziamo di respirare, alla maniera degli yogi, (cioè durante respirazioni complete) inspiriamo sì l’aria, ma non la prendiamo.
Qual’è la differenza?

Per l’animale selvatico che vive nella natura, come per l’uomo primitivo, l’aria ambientale è per noi un elemento indispensabile alla vita, ma inoltre veicola un’infinità di informazioni e di messaggi provenienti dal mondo esterno.
In realtà, il nostro senso olfattivo, confrontato con quello degli animali, è atrofizzato. Per quanto riguarda gli animali, senza citare il cane poliziotto, il cui fiuto non cessa di meravigliarci, l’aria racchiude un mondo di sensazioni e di messaggi.

E’ tutta vibrante di effluvi: l’odore della preda nascosta nell’erba alta della savana, o quella del nemico in agguato. Quelli che vanno a caccia grossa in Asia o in Africa sanno perfettamente che il vento porta il loro odore alla selvaggina e gli dà l’allarme; così, per avvicinarsi alla loro vittima,devono tener conto della direzione del vento.
Quanto a noi, il nostro senso olfattivo ci serve solo ad annusare gli odori di cucina o i profumi artificiali, raramente i fiori.
Certo, nella metropolitana è preferibile che il senso olfattivo non sia ben sviluppato…

Ma torniamo al nostro “prendere aria”. Inspirando, l’animale prende possesso dell’aria tramite le narici, che, spesso, sono mobilissime.
Osservate le narici del rinoceronte allo zoo o dell’umile coniglio domestico: esse captano attivamente l’aria. Certe popolazioni rimaste vicine alla natura (per esempio in Africa) mostrano che l’uomo “naturale” anch’esso, “capta e palpa” l’aria con le sue narici, e lo fa molto attivamente.
Le ali del naso hanno piccoli muscoli che, in noi, rimangono inattivi, ma che possiedono una gran mobilità in quegli uomini che vengono definiti selvaggi. A ciascuna inspirazione, le loro narici si dilatano per realizzare una vera pressione d’aria.

Facciamo dunque la prova di questa respirazione. Cominciamo a respirare normalmente, che ciò avvenga in respirazione ordinaria o nella respirazione yoghica completa. Le narici rimangono praticamente immobili.
Poi, inspiriamo profondamente ed energicamente, rilasciando le ali del naso. Constateremo che la suzione dell’inspirazione tende ad avvicinare le ali del naso e a ridurre così il passaggio offerto dalle narici all’entrata dell’aria. Succede persino che una narice si blocchi completamente sotto l’effetto di questa suzione.

Proviamo ora a “prendere” aria.
Inspiriamo allargando le ali del naso mediante una trazione dei muscoli destinati a questo scopo (nell’espirazione occorre rilasciarli).
Poche inspirazioni effettuate in questa maniera ci permetteranno di constatare che l’aria entra assai più facilmente, in più grande quantità e in maniera più equilibrata (quindi attraverso le due narici, cosa che dal punto di vista dell’assorbimento del prâna è estremamente importante).

Prendere aria allargando le narici del naso facilita non soltanto l’entrata di una accresciuta quantità di aria, ma dirige anche attivamente la corrente d’aria, che penetra nelle conche turbinate del naso, verso le zone tappezzate da terminazioni nervose tra le più sensibili.
Le terminazioni nervose delle conche turbinate del naso, incaricate di analizzare e di identificare gli odori, sebbene atrofizzate rispetto a quelle dell’animale che vive in un mondo di sensazioni olfattive diverse, rimangono nonostante tutto di una sbalorditiva sensibilità.

Il nostro naso è una vera antenna pranica. L’allargamento delle narici modifica la forma di imbuto costituita dalla parte inferiore della nostra appendice nasale e guida l’aria inspirata verso le zone delle fosse nasali ove queste terminazioni nervose sono più numerose, là dove gli yogi situano il nostro più importante captatore di prana.
Sembrerebbe che questa particolare disposizione delle narici scateni, per via riflessa, una modificazione per gradi di tutto l’apparato respiratorio a cominciare dalle narici, forse persino dei bronchi, senza escludere che la sua influenza si estenda addirittura agli alveoli polmonari. L’apparato respiratorio, connesso intimamente al sistema nervoso, costituisce sotto parecchi aspetti un tutto organico.

Esattamente come il fatto di mordere un frutto provoca nella bocca un getto di saliva e scatena progressivamente reazioni in tutto il tubo digerente, persino là dove il nutrimento non è ancora direttamente penetrato (lo studio dei riflessi condizionati della scuola di Pavlov ha dimostrato che i succhi gastrici vengono secreti contemporaneamente alla saliva), così l’ammissione attiva dell’aria scatena meccanismi nervosi che influenzano l’assorbimento d’aria in tutti i livelli dell’apparato respiratorio: in questo modo, un odore nauseabondo blocca immediatamente tutti i processi respiratori.

In mancanza di dati scientifici recenti e precisi nel campo particolare di queste reazioni a cascata, a cominciare dalle fosse nasali, disponiamo, per sostenere questa affermazione, di un esempio assai noto: lo starnuto.
Una irritazione di fondo minima delle terminazioni nervose delle fosse nasali (polvere, pepe, gas irritante) provoca per via riflessa una risposta globale di tutto l’apparato respiratorio. Il meccanismo, una volta messo in moto, non può più essere fermato da nulla. Questa reazione (dello starnuto) implica una brusca contrazione del diaframma e una partecipazione di certi muscoli del volto. Ciò prova che una debole stimolazione locale può provocare una reazione globale di tutto l’apparato respiratorio, questa reazione essendo sproporzionata allo stimolo.

Nella prensione attiva dell’aria attraverso le narici non si tratta di una reazione brutale, ma al contrario di una sensazione euforica di apertura sul mondo esterno.
Tutto ciò avviene come se l’allargamento delle narici condizionasse la ricettività di tutto il sistema respiratorio durante l’inspirazione.

Allenatevi quindi durante i vostri esercizi respiratori a respirare attivamente allargando le ali del naso.
La percezione del passaggio di aria fresca nelle narici diviene così assai migliore e favorisce incontestabilmente l’indispensabile processo di assorbimento d’aria e di prâna.
Va da sé che é impossibile respirare in questo modo durante tutta la giornata, ma esercitandosi regolarmente a prendere aria in questo modo, con l’aiuto dell’addestramento, le ali del naso ritroveranno la loro mobilità.
Col tempo, l’abitudine ancestrale, persa nel processo di domesticazione che noi chiamiamo pomposamente “civilizzazione”, si ristabilirà almeno parzialmente in un qualsiasi momento della giornata e persino della notte.

Anche se la modificazione è impercepibile, essa può comportare – senza voler essere troppo ottimisti – un accrescimento del 10% della quantità d’aria inspirata. Ora, al ritmo di 18 espirazioni al minuto, alla fine dell’anno ciò rappresenterebbe 500.000 litri d’aria supplementari che sarebbero penetrati nei polmoni per vivificarne le cellule.
Fate delle prove contraddittorie, alternando la maniera normale di respirare e la respirazione con prensione attiva d’aria: prestissimo vi convincerete dell’efficacia di questo tipo di respirazione.

Vi accorgerete anche che soltanto questa prensione attiva d’aria rende la respirazione agevole, armoniosa ed equilibrata: ciò è augurabile in qualsiasi circostanza, ma particolarmente durante gli esercizi di prânyâma.

Se la natura ha dotato il nostro corpo di muscoli, questo é certo perché ce ne serviamo.
Ed è così che praticando lo yoga… si può rendere muscoloso il naso e addirittura dire: ” ho troppo respirato, mi sono stancato il naso! “.

Estratto da questa pagina; www.meditare.net/wp/benessere/lo-sbalorditivo-potere-della-respirazione-pranica

Il libro di riferimento è questo ( in lingua francese )

Arte e benessere

L’ARTE un “salvavita” a portata di tutti 

Da bambina amavo molto disegnare e colorare, soprattutto riprodurre personaggi e cartoni di mondi fatati che vedevo in tv e che rappresentavano il SOGNO, come se a imprimerli sulla carta potessi dar loro vita e permettessi a me di vivere il sogno che rappresentavano.

Non mi ponevo mai il quesito se fossi o meno capace, mi veniva naturale disegnare e colorare, usando materiale di vario genere.

Se qualcosa non mi piaceva, semplicemente cancellavo e ricominciavo daccapo. Il risultato finale era sempre soddisfacente, sempre fonte di gioia, sempre carburante per l’autostima!

Poi, lentamente, non ricordo esattamente quando, qualcosa dev’essere cambiato. Credo che l’apice lo raggiunsi alla scuola media, quando nell’ “arte” subentrò la tecnica. L’ora di educazione artistica non mi entusiasmava, e ora consapevolmente, so anche perché: era l’ora del dover fare in un certo modo, l’ora della prestazione, l’ora della dimostrazione…

E oggi che sono passati un po’ di anni e che mi ritrovo nuovamente a scuola, ma dall’altra parte della cattedra, mi rendo conto con sommo dispiacere che è cambiato davvero poco!

L’Istituzione scolastica, continua ad essere nella maggior parte dei casi, una realtà di informazione che anziché garantire lo sviluppo massimo del proprio sé, infarcisce bambini e ragazzi di informazioni, immergendoli in un sapere puramente nozionistico e razionale, deprivandoli dell’educazione più importante: quella del sentire e dell’essere.

La Storia è piena di uomini e donne di scienze e arte che a scuola hanno accumulato una serie di fallimenti:

la poetessa Alda Merini venne bocciata in Italiano alla prova d’ammissione del Liceo Manzoni di Milano;

Giuseppe Verdi non fu ammesso al Conservatorio Musicale Di Parma (Conservatorio che oggi porta il suo nome) perché non possedeva attitudini musicali e aveva una posizione difettosa sulla tastiera. Margherita Hack fu rimandata in matematica in terza media.

Famosissima è la dislessia di Einstein e i timori della madre sulle difficoltà del figlio. Potrei continuare perché è davvero lungo l’elenco di persone che, malgrado una “falsa

partenza”, hanno poi raggiunto risultati incredibili. Walt Disney diceva che “E’ qualcosa di divertente fare l’impossibile” e che “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.

Dunque, non solo il buon senso, la volontà, la disciplina, ma anche la “follia”, la vision, la mission, sono elementi determinanti di una vita di successo, inteso come realizzazione dei propri sogni.

E la maggior parte delle persone felici e realizzate ammette di possedere un elemento imprescindibile: la creatività, una delle cui fonti principali è proprio l’Arte in tutte le sue espressioni. [Read more…]

Scopri 10 sorprendenti cose che puoi fare con i fondi di caffè

In Italia, ogni anno, ciascun cittadino consuma circa 6 kg di caffè e getta altrettanti fondi nella spazzatura: che errore! Non tutti sanno che i fondi di caffè possono essere riutilizzati in molti modi e in svariati ambiti: dalla bellezza alla cura delle piante passando per la pulizia dellacasa.

Scopri qui 10 modi alternativi e creativi di usare i fondi di caffè.

1 – Tenere lontane le formiche

Per non ricorrere a insetticidi chimici, puoi posizionare i fondi di caffè nelle zone più prese di mira e vedrai che le formiche spariranno.

2 – Deodorare il frigorifero

I fondi di caffè asciutti rappresentano un deodorante naturale per il frigorifero. Riempi un piccolo contenitore e lascialo all’interno del frigorifero per un paio di giorni. Lo stesso stratagemma può essere impiegato per la scarpiera, la cantina e anche per l’automobile.

3 – Pediluvio e scrub

Energizzante e perfetto per arginare la sudorazione e tenere a bada la formazione di cattivi odori: è il pediluvio che puoi preparare diluendo in acqua tiepida del caffè avanzato. E con i fondi di caffè puoi effettuare un efficace scrub nelle zone più ruvide delle estremità.

4 – Concimare i fiori

I fondi di caffè sono perfetti per la concimazione di fiori che amano i terreni acidi, come le rose, le azalee, il rododendro e i sempreverdi. Grazie all’acidità raggiunta dal terreno i fiori potranno trarre da esso maggior nutrimento.

5 – Maschera per il viso

Vuoi una pelle morbida e vellutata? Prepara un composto mescolando 2 cucchiai di fondi di caffè, 2 cucchiai di cacao in polvere, 2 cucchiai di latte o di yogurt, 1 cucchiaio di miele o di malto. Applicalo sulla pelle umida, massaggiando, e lascia agire per 15-20 minuti prima di risciacquare.

6 – Combattere la forfora

Strofina i fondi di caffè dopo aver fatto lo shampoo e lascia in posa per 10 minuti, risciacqua e procedi con un nuovo veloce shampoo. Oltre a prevenire la forfora, i fondi di caffè pare rallentino la caduta dei capelli e donino lucentezza alle chiome castane.

7 – Lucidare le pentole

Dopo il normale lavaggio, strofina le pentole con i fondi di caffè per togliere la patina di minerali e residui, vedrai come torneranno a splendere!

8 – Ottenere un effetto vintage

I fondi di caffè sono ideali per conferire ai tessuti toni caldi ed effetto invecchiato. Se poi vi aggiungi dell’acqua tiepida, puoi utilizzare il composto anche per lavori di decoupage.

9 – Togliere le macchie

Come anti-macchia i fondi di caffè sono molto efficaci, basta cospargere il punto dove c’è lo sporco e strofinare.

10 – Restaurare i mobili

Se hai un mobile in legno scuro che si è graffiato, i fondi di caffè mescolati a una comune crema idratante, serviranno a coprire i segni.

Estratto da : www.alfemminile.com

I dieci principi di Valdo Vaccaro

10comandamentiI dieci principi  per una buona salute di Valdo Vaccaro

In questo post, Valdo ci offre una buona sintesi in dieci principi o punti, che potrebbe essere saggio seguire per noi stessi, gli altri, gli animali e la Terra, come lui stesso dice, una specie di “dieci comandamenti” ma applicati per il bene personale e non solo..:
PRINCIPIO NUMERO 1: NORMALITÀ DELLA SALUTE

La buona salute, ossia la corretta funzionalità del corpo, è una condizione tendenziale costante del corpo. Basterà soddisfare le sue semplici e naturali esigenze, evitando nel contempo le cause di indebolimento, di malattia, di perturbazione, di perdita dell’equilibrio. Vedi legge di causa ed effetto.

PRINCIPIO NUMERO DUE: AUTO-EQUILIBRIO ED AUTO-GUARIGIONE

Siamo tutti dotati di un corpo intelligente che sa come giostrare, come gestirsi e come mantenersi in superbe condizioni di funzionalità. Un corpo dotato di impeccabili strumentazioni interne. Angelo custode? Sa troppo di canonica. Diciamo meglio pilota automatico, navigatore di ultima generazione, con barre auto-direzionali, con capacità di ri-posizionamento, di ricarica batterie e di ripristino allineamento coi poli. Vedi legge del corpo che non va mai contro se stesso.

PRINCIPIO NUMERO TRE: MALATTIA COME BENEFICO SCARICO DI TOSSINE

Se escludiamo il trauma, il danno e le ferite da incidenti, le disgrazie e gli imprevisti che sono pure da mettere in conto, la malattia non è malattia ma piuttosto benettia. Trattasi di una fase rimediale e riparatrice. Un processo fisiologico guidato. Una crisi eliminativa dove il corpo purifica se stesso, revisiona se stesso, rinasce e ringiovanisce. Ogni intervento medico ed omeopatico va a interferire col processo complicandolo e rallentandolo. Le “iti” (coliti, riniti, flebiti, tonsilliti, cistiti), ovvero tutte le cosiddette malattie, altro non sono che infiammazioni. L’infiammazione è un segno ed un sintomo che il corpo sta facendo qualcosa di costruttivo ed intelligente. È prova che sta tentando una riparazione con la sua logica e i suoi criteri. Sta in particolare facendo giungere nella parte offesa fluidi, sangue, lupo-proteine per riparare il danno. Questo è il concetto che deve entrarci in testa.  Vedi legge del riequilibrio automatico.

PRINCIPIO NUMERO QUATTRO: ENERVAZIONE E TOSSIEMIA

Le malattie sono causate da precisi sbagli umani, da errori di scelta, da pratiche improprie. La malattia è il risultato di una enervazione, uno stato di caduta nervina-energetica del corpo, una specie di scarico-batteria, con riduzione della funzionalità cellulare. Una vettura che avanza faticosamente a motore scoppiettante, combustione imperfetta, tubo di scarico fumoso e freno a mano inopinatamente tirato.
Enervazione sta per troppo lavoro, eccessi alimentari, sonno scadente, esercizio insufficiente, respirazione corta, mancanza di sole, precarietà di relazioni col prossimo. In tali condizioni di rallentamento funzionale, a pagarne le spese è il ritmo in-out, il ciclo alimenta-pulisci, per cui si crea un toxic-buildup, una accumulazione di tossine interne al sistema. Questo accumulo tossico è un vero e proprio auto-avvelenamento definito tossiemia. Vedi legge del rallentamento metabolico. [Read more…]

Tossicodipendenza Nutri-Alimentare

“L’uomo è l’animale più ammalato sulla terra; nessun altro animale ha violato così tanto le leggi dell’alimentazione quanto l’uomo; nessun altro animale mangia scorrettamente quanto l’uomo.”

Arnold Ehret

Il cibo che ti rincorre

Ci hanno insegnato che per vivere bene e in salute è necessario nutrirsi in modo equilibrato, sano e regolare ma, se osserviamo il nostro stile di vita, vediamo che l’alimentazione oggi non è più uno strumento al servizio della sopravvivenza.
Mangiare è diventato:
un’opportunità per incontrarsi,
un modo per allentare le tensioni,
l’occasione per fare festa,
un antidepressivo,
il momento in cui raccontare e raccontarsi,
un tempo dedicato a se stessi,
una pausa che permette di riordinare le idee e di riflettere,
un mezzo per scambiare l’affetto…
Insomma, si mangia per tante ragioni diverse e tutte molto distanti dalla necessità di mantenersi sani.

Ben lontano dai bisogni legati alla sussistenza, il cibo è soprattutto un’esigenza culturale, sociale, economica e commerciale, talmente importante da condizionare tutta l’organizzazione delle nostre giornate.
Parliamo di alimenti quasi continuamente… per raccontarci cosa abbiamo mangiato, per scambiarci le ricette, per condividere i gusti, le avversioni o le preferenze, per informarci sui luoghi dove si può assaggiare questo o quello, per programmare incontri e riunioni di ogni tipo…
Portare qualcosa alla bocca è diventata una compulsione, un comportamento stereotipato e insopprimibile agito in maniera istintiva, automatica e ripetitiva nel tentativo di placare l’ansia che lo sottende.
E naturalmente più mangiamo più aumenta la necessità di mangiare.
E più il mercato alimentare ci mette a disposizione golosità e occasioni sempre nuove per riempirci lo stomaco.
Così, se un tempo tre pasti al giorno erano un privilegio riservato a pochi, oggi la quantità di spuntini, merende, snack, stuzzichini e rompi digiuno a disposizione di chiunque, ha fatto lievitare le occasioni per sbocconcellare qualcosa, col risultato di renderci vittime di una fame coattiva e patologica.
Grazie all’offerta esagerata e a alla sollecitazione continua, la nutrizione si è trasformata in una droga, legale e a buon mercato, al servizio di interessi economici sempre più consistenti.

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Punti di vista sulla Frutta

 Pubblichiamo un articolo che può essere discutibile o meno in alcuni punti, ma da anche spazio per riflessioni e approfondimenti. ecco alcuni luoghi comuni sulla frutta:

  • “La frutta di oggi è troppo ibridata, quindi non dovremmo mangiarla.”
  • “La frutta di oggi contiene troppi zuccheri e quindi dovremmo evitare di mangiarne troppa”
  • “Se stai cercando di perdere peso, non dovresti mangiare frutta.”
  • “Non è possibile vivere con una dieta a base di frutta“.
  • “I grandi consumatori di frutta hanno problemi  ai denti, a causa degli zuccheri in essa contenuti.”
  • “Se hai la candida, non dovresti mangiare frutta.”
  • “La frutta favorisce l’ ipoglicemia e altri problemi con gli zuccheri nel sangue.”

Esiste un alimento migliore della frutta?

La frutta è una delizia per i sensi. Tra tutti gli alimenti a nostra disposizione, la frutta è il più attraente, delizioso e divertente. Tra tutti gli alimenti naturali, cioè quei cibi che si possono mangiare nel loro stato naturale, la frutta è quello da cui siamo più attratti e che per primo cattura i nostri sensi. Gli esseri umani nascono con un istinto naturale per i cibi dolci, ed è proprio l’istinto naturale che rende la frutta così attraente.

Quando abbiamo fame – e intendo veramente fame – la frutta è spesso il cibo più soddisfacente che possiamo mangiare. C’è qualcosa di meglio che divorare un delizioso mango maturo in una calda giornata estiva? O addentare una succulenta mela appena raccolta? O godere di una dolce, succosa, arancia matura? C’è qualche piatto creato dall’uomo che può battere la perfezione di una ciliegia pienamente matura?

La frutta è il primo cibo che è stato consumato dagli esseri umani,  mentre i cereali, i legumi e i prodotti latto-caseari sono comparsi appena 10.000 anni fa (o meno), ovvero una minima parte della vita dell’umanità. Gli studi antropologici hanno dimostrato che la frutta è stata una parte importante della dieta umana per centinaia di migliaia di anni.

La frutta è sempre stata riconosciuta come uno degli alimenti più sani che ci siano, ed è vista dalla maggior parte delle persone come un alimento sano, da mangiare in abbondanza per via del suo contenuto di vitamine. Ma, pur conoscendo le eccezionali qualità nutrizionali della frutta, poche persone in realtà le danno il posto che merita nella dieta.

La frutta è ancora consumata solo come “snack” o come “dolce” a fine pasto, ma raramente viene considerata come un alimento di base. Nella mente delle masse, la frutta è una “merenda sana”, ma non qualcosa che può nutrire e sostenere un uomo che lavora, come la carne o il pane. Non si rendono conto che la frutta dovrebbe essere un punto fermo nella dieta, come è stato per migliaia e migliaia di anni, molto prima che grano e riso cominciassero ad essere coltivati, e molto prima che formaggio, panini e altri cibi venissero inventati.

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Cibi emotivi e tossicodipendenza alimentare

Mangiare in modo sano è diventato sempre più difficile, l’elenco dei cibi che fanno male alla salute cresce di giorno in giorno e disintossicarsi dalla pericolosa bulimia che affligge il mondo occidentale, per conquistare uno stile alimentare in grado di sfamare le cellule senza intossicare l’organismo, sembra un percorso impossibile, una via crucis fatta di insalate scondite e abnegazione.

letti carla musio

Naturalmente il mercato non ci suggerisce soluzioni alternative agli innumerevoli alimenti pieni di tossicità che ammiccano sugli scaffali dei centri commerciali.

Gli interessi delle case farmaceutiche e delle multinazionali alimentari mirano a farci credere che modificare la nostra dieta abituale sia un cammino fatto di sofferenza e sacrificio, un percorso pericoloso in cui le malattie mentali oggi tanto in voga: anoressia e bulimia, sono sempre pronte a ghermirci, trascinandoci nel vortice della patologia psichiatrica.

Il far da sé, perciò, è vivamente sconsigliato dai detentori del potere economico!

Che suggeriscono invece di delegare la gestione della salute e insistono sulla necessità di continuare a mangiare di tutto un po’, senza mai eliminare niente, perché smettere di consumare i cibi che acquistiamo quotidianamente potrebbe avere un effetto deleterio sui guadagni di chi specula sull’innocenza e sulla sanità.

Ecco perché, per cambiare le abitudini alimentari, è necessario rimboccarsi le maniche e programmare da soli il proprio viaggio di disintossicazione, abituando l’organismo ai cibi sani in maniera flessibile e progressiva.

Le crisi di astinenza da quelle sostanze tossiche che siamo assuefatti a consumare abitualmente, infatti, sono sempre pericolosamente in agguato e rischiano di far naufragare qualunque tentativo di cambiamento, lasciandoci in eredità un devastante vissuto di fallimenti e impotenza.

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